TASSA RIFIUTI: A ROMA COSTI IN CRESCITA NONOSTANTE ATTIVITÀ CHIUSE PER COVID-19 E RIDUZIONE DEI RIFIUTI PRODOTTI

TASSA RIFIUTI: A ROMA COSTI IN CRESCITA NONOSTANTE ATTIVITÀ CHIUSE PER COVID-19 E RIDUZIONE DEI RIFIUTI PRODOTTI


La tassa rifiuti TARI continua a rappresentare per le imprese del nostro territorio un peso insostenibile e spesso ingiustificato, se si considerano le iniquità che lo caratterizzano.


I dati dell’Osservatorio delle tasse locali di Confcommercio confermano il peso eccessivo della Tassa sui rifiuti pagata da cittadini e imprese nonostante l’emergenza da Covid-19 abbia obbligato molte attività a chiudere e nonostante si sia registrata nel 2020 una contrazione del Pil di quasi 9 punti percentuali, con conseguente riduzione di consumi e di rifiuti.

Con tutto ciò a Roma la riscossione della Tari del 2020 è stata di 791 mln di euro rispetto a 787 dell’anno precedente. (+14 mln di euro).

Nonostante un calo della produzione dei rifiuti, l’ammontare complessivo della Tari è rimasto elevato attestandosi, nel 2020, su valori analoghi a quelli del 2019 (circa 9,73 miliardi di euro).

Roma in particolare – commenta il Direttore di Confcommercio Roma, Romolo Guasco – continua a pagare la Tari più alta d’Italia al fronte di un servizio, che definire scarso é un eufemismo. Anche le cronache di questi giorni ci segnalano interi quartieri abbandonati dal servizio di raccolta rifiuti e l’insufficienza grave (4) che nel rapporto di Confcommercio indica la insoddisfazione della cittadinanza é un giudizio sin troppo magnanimo”.

L’ARERA, l’autorità che ha assunto funzioni di regolazione e controllo in materia di rifiuti urbani, aveva stabilito che nel corso del 2020 sarebbe dovuta diventare operativa l’adozione del Metodo Tariffario Rifiuti (MTR) incentrato sulla trasparenza e sull’efficienza dei costi del servizio di raccolta dei rifiuti urbani, che avrebbe dovuto generare un abbattimento delle tariffe. Ma solo il 21% dei Comuni ha recepito l’indicazione dell’ARERA e in questo sottoinsieme, nel 58% dei casi il costo della TARI risulta addirittura in aumento per un valore medio del 3,8%.

Roma non si è ancora adeguata. Nonostante le chiusure e la riduzione, da più di un anno, della produzione dei rifiuti da parte delle imprese, a Roma la tariffa è troppo alta, con divario di costo tra medesime categorie produttive in diverse città d’Italia:

  • i pubblici esercizi pagano 38/40€ al mq, contro i 25 € al mq a Milano o €16,9 al mq a Brescia
  • Negozi di abbigliamento e le librerie pagano una TARI di circa 13€ al mq, contro 4,8 € al mq a Milano e 3,5 € a Brescia
  • Netto divario anche per l’ortofrutta con i 46€ al mq rispetto i 28,5 € a Milano
  • Anche gli alberghi romani pagano di più: 10 € al mq, contro 4,6 € a Milano

Siamo consapevoli dei problemi in tema di raccolta – spiega ancora Guasco – nonché della situazione economica finanziaria di Ama e dell’aumento del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti, ma le attività produttive della capitale sono stanche di pagare il prezzo delle inefficienze e dell’assenza di coraggio della pubblica Amministrazione. Né il Comune di Roma né la Regione Lazio hanno saputo affrontare sino ad oggi questa emergenza rifiuti che ormai la città si trascina da troppi anni. A rimetterci sono le aziende che non possono sostenere questi ingenti costi. Si rischia la chiusura di migliaia di imprese già al collasso finanziario se non verranno supportate adeguatamente con tutti i mezzi a disposizione dell’Amministrazione centrale, locale e regionale.