FIPE ROMA | PUBBLICI ESERCIZI DIVISI A METÀ SUL GREEN PASS MA FAVOREVOLI ALL’OBBLIGO DEL VACCINO

FIPE ROMA | PUBBLICI ESERCIZI DIVISI A METÀ SUL GREEN PASS MA FAVOREVOLI ALL’OBBLIGO DEL VACCINO

Ad un mese dall’introduzione del green pass per accedere a bar e ristoranti Fipe Confcommercio Roma fa un primo bilancio per capire se tutto è filato liscio o se ci sono stati problemi per le imprese e per i clienti.

In effetti, sette imprese su dieci hanno registrato qualche difficoltà nella gestione del green pass. Fortunatamente solo per poche aziende sono state particolarmente intense. I problemi hanno riguardato principalmente la mancanza o l’insufficienza di spazi esterni che ha impedito di ospitare clienti senza green pass, l’insofferenza di alcuni clienti, soprattutto italiani, nei riguardi dei controlli e qualche difficoltà di lettura dei green pass cartacei.

La verifica del green pass viene fatta principalmente all’ingresso: si esprime così il 63,6% delle imprese intervistate, il 19% la fa direttamente ai tavoli mentre il 9,1% non fa alcun controllo perché ha deciso di effettuare il servizio solo all’esterno dove il possesso del green pass non è richiesto. Il residuale 7,8% fa i controlli direttamente in cassa al momento dell’ordine. Si tratta prevalentemente di bar dove i clienti indicano al personale della cassa l’intenzione di volersi sedere.

Se includiamo anche coloro per i quali l’introduzione del green pass è stata del tutto indifferente possiamo dire che la maggioranza delle imprese di pubblico esercizio si esprime a favore dell’uso del green pass. Il 39,7% la giudica infatti positivamente e il 14,1% si dice indifferente.

Il 46,2% ha, al contrario, un giudizio negativo sull’introduzione del certificato verde.

Percentuali identiche le ritroviamo quando si chiede un giudizio sulla possibilità di estendere il green pass anche ad altre attività economiche oltre a bar, ristoranti, teatri, cinema e palestre.

In questo caso quasi sei imprenditori su dieci sono favorevoli.

Ma la convergenza più ampia si riscontra sull’ipotesi di vaccino obbligatorio. Sono nettamente a favore circa 7 imprenditori su 10 e un altro 7% vive la scelta con indifferenza. Si esprime contro appena il 17%.

“Fin dall’inizio – spiega il presidente di Fipe Confcommercio Roma Sergio Paolantoniabbiamo espresso una posizione di grande equilibrio sull’introduzione del Green pass mettendo l’accento sulla necessità che fosse esteso al maggior numero possibile di attività proprio per accelerare sul versante della campagna vaccinale. Sapevamo che avremmo avuto problemi organizzativi ma in qualche modo ci siamo attrezzati per superali.  Ora si parla di green pass nei luoghi di lavoro. Siamo a favore purché sia esteso a tutti i luoghi di lavoro perché non è possibile che siano sempre i soliti a farsi carico di un problema che interessa l’intera collettività.


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