FIPE CONFCOMMERCIO ROMA “Divieto consumazione al banco nei bar: interpretazione giuridicamente incomprensibile e  immotivata sotto il profilo sanitario, intervenga il MISE”

FIPE CONFCOMMERCIO ROMA “Divieto consumazione al banco nei bar: interpretazione giuridicamente incomprensibile e immotivata sotto il profilo sanitario, intervenga il MISE”


Un altro pesante colpo ai bar che hanno perso già 8 miliardi di euro di ricavi e  90.000 posti di lavoro.  


Roma, 30 aprile 2021 – La circolare del 24 aprile u.s. con cui il Ministero dell’Interno  ritiene che il DL “Riaperture” vieta ai bar la possibilità di effettuare la  somministrazione al banco è giuridicamente incomprensibile e non ha alcun  fondamento di sicurezza sanitaria. Si tratta di un’interpretazione che nessuno si  aspettava considerando che il decreto non esclude espressamente il consumo al  banco ma, al contrario, ha voluto specificare con quali modalità può avvenire il  consumo al tavolo (esclusivamente all’esterno fino al 31 maggio). D’altra parte,  dopo 14 mesi di blocco delle attività di ristorazione, almeno l’aspettativa di una  regolamentazione puntuale non dovrebbe essere tradita: in zona gialla i bar hanno  sempre avuto la possibilità di effettuare la somministrazione al banco anche in virtù  del fatto che si tratta di un consumo veloce, che non implica una lunga permanenza  all’interno degli esercizi.  

In sostanza, stando alla circolare del Ministero dell’Interno, la somministrazione al  banco non si potrà fare prima del 1° luglio mentre a partire dal 1° giugno sarà  possibile consumare al chiuso ma al tavolo. Un incredibile paradosso giuridico e  sanitario.  

È un attacco al modello di offerta del bar italiano” – dichiara Sergio Paolantoni, Presidente di Fipe Confcommercio Roma – “che si differenzia da quelli degli altri  Paesi proprio perché basato sul consumo al banco. Un provvedimento punitivo e  ingiustificato, anche sotto il profilo dei rischi sanitari visto che la scienza continua a  sostenere che il rischio di contagio cresce con l’aumento del tempo di contatto.”  

Per dare voce ai 11.389 bar del nostro territorio, Fipe – Confcommercio Roma – si  associa alla richiesta del Presidente Stoppani di un intervento urgente da parte del  MISE, perché ormai il tema della salute pubblica non può essere separato da quello  della tenuta di un intero settore produttivo. 



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