CONFCOMMERCIO “PUNTA” SUL FUTURO DELLE IMPRESE

CONFCOMMERCIO “PUNTA” SUL FUTURO DELLE IMPRESE

Al via oggi, su tutti i canali social di Confcommercio, la campagna nazionale Il Futuro non (si) chiude. Un messaggio forte per la ripartenza delle attività economiche. Coinvolte tutte le Associazioni e le Federazioni del sistema confederale. 

Un segnale forte per far sentire la voce delle imprese che stanno pagando un conto pesantissimo alla pandemia ma che non vogliono arrendersi e chiedono, in sicurezza, di poter ripartire. Questo il senso della campagna nazionale di Confcommercio, “Il Futuro non (si) chiude”, che parte oggi su tutti i canali social della confederazione (#ConfcommercioCè) coinvolgendo tutto il sistema delle associazioni territoriali e delle federazioni che, nell’ambito di un unico format, svilupperanno iniziative proprie per far passare in modo ancora più capillare il messaggio di Confcommercio al Governo: ristori più robusti e tempestivi per il settore. Ad accompagnare visivamente lo slogan della campagna, ci saranno un video e scatti fotografici d’autore per mostrare, nel modo più realistico possibile, gli effetti della pandemia soprattutto nel commercio, nel turismo e nella cultura.  

I “numeri” della crisi

Già nel 2020 sono diminuite del 17% le aperture di nuove imprese rispetto all’anno precedente e sono aumentate le chiusure di realtà esistenti +18%. Nel 2021 a Roma chiuderanno altri 18 mila negozi, attualmente ci sono altre 5500 imprese “zombie”, che hanno rimandato lo stop di qualche mese solo per prendere i ristori.

Il crollo dei ricavi delle imprese del terziario a Roma é stato di 1045 milioni di euro: 670 milioni in meno per il commercio, 75 per il turismo e 300 per i servizi. Il calo dei consumi nello scorso mese di gennaio é stato del 12,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Il Pnrr e le proposte di Confcommercio

Oltre alla campagna social e alle iniziative territoriali, che sono elementi di protesta e richiesta di attenzione, nell’iniziativa nazionale di Confcommercio c’è anche l’elemento di proposta: un contributo per la definizione di un possibile piano di riforme e investimenti che utilizzi al meglio il PNRR. Undici punti che coprono diversi ambiti, dalla riforma fiscale all’accesso al credito, da turismo e cultura passando per la mobilità sostenibile fino ad arrivare al lavoro autonomo professionale.