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DECRETO MILLEPROROGHE: CLAMOROSO AUTOGOL DEL GOVERNO

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FIVA CONFCOMMERCIO

Federazione Italiana Venditori Ambulanti e su aree pubbliche

A distanza di cinque anni dall'approvazione dell'intesa e in prossimità dell'applicazione del 2017, improvvisamente il Governo - su pressione dell'ANCI e di un gruppo di deputati - si accorge che "al fine di allineare le scadenze delle concessioni garantendo omogeneità di gestione delle procedure di assegnazione nel rispetto dei principi di tutela della concorrenza" è opportuno prorogare il termine delle concessioni di posteggio in essere al 31 Dicembre 2020. Questo il testo filtrato al termine del Consiglio dei Ministri mentre il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale parla di un rinvio al 31 Dicembre 2018. Poco cambia nella forma e nella sostanza, anzi la toppa è peggio del buco.

Con una norma unilaterale, fortemente sospetta di illegittimità dal momento che l'unica titolare delle disposizioni concernenti le concessioni di posteggio è l'intesa in Conferenza Unificata ai sensi dell'art.70 comma 5 del Decreto Legislativo 59/2010, sono state mandate a ramengo le normative di venti regioni, i bandi di centinaia e centinaia di comuni, gli adempimenti di tantissimi operatori che si stavano adeguando ai requisiti previsti dai bandi. Hanno smentito perfino le dichiarazioni dei loro sottosegretari che a Luglio assicuravano che non erano in vista rinvii di alcun genere.

Ancora una volta l'Italia si dimostra per quella che è: da una parte le istituzioni solerti e laboriose che considerano le norme per il loro reale valore, preparandosi ad applicarle. Dall'altra, gli enti locali neghittosi che hanno scoperto solo oggi una norma del 2012 e che hanno fatto di tutto per rinviare il lavoro. Fra due o tre anni continueranno a dire che non sono pronti. Da una parte le imprese che sono stare sollecite ad adeguarsi al nuovo regime, dall'altra gente che non capisce altra regola se non quella che decide essa stessa.

I bandi non fanno paura a chi è in regola con il DURC e con i pagamenti della TOSAP, a chi non specula e lucra sugli affitti e sulle gestioni. Fanno invece paura a chi non paga l'INPS, non paga la TOSAP, a chi pretende di poter gestire da dietro una scrivania centinaia e centinaia di posteggi.

Questa è la reale posta in gioco che il Governo sta clamorosamente avallando a scapito delle imprese serie, dando un calcio alla classe dirigente delle regioni e di centinaia e centinaia di comuni e favorendo operazioni di spaccatura delle imprese, favorendo un altro lungo periodo di incertezza che acuisce la crisi del comparto e non aiuta e risolvere i problemi. E poi si chiedono perchè la gente non si fidi più delle istituzioni!

Allora, mentre vogliamo ringraziare pubblicamente i presidenti e gli assessori e i dirigenti regionali per il prezioso lavoro svolto, diciamo chiaramente che non vogliamo essere stritolati da meccanismi oscuri.

Seguiremo l'iter parlamentare del provvedimento e non permetteremo che gli interessi di qualche collegio elettorale facciano premio sul futuro delle imprese. La categoria è fin d'ora in stato di agitazione e mobilitazione per difendere l'intesa e siamo pronti a ogni azione sindacale: vedremo allora chi rappresenta realmente la categoria e i suoi interessi. In questo senso, diamo ampio mandato alle nostre associazioni provinciali di cominciare ad aprire vertenze unitarie sul territorio con le manifestazioni che esse riterranno più opportune.

Scarica qui la circolare tecnica N.1-2017